Per leggere bene una poesia ad alta voce bisogna prima capirla, poi rispettarne il ritmo: le pause a fine verso e a fine strofa, gli accenti, i suoni delle parole. La voce deve essere chiara ma viva, senza “cantilena” e senza enfasi forzata. Qui trovi i passi da seguire, come gestire le pause, come impararla a memoria e qualche consiglio per recitarla in pubblico o in un’altra lingua.
Come si legge una poesia: da dove partire
Per imparare come si legge una poesia bisogna prima di tutto riflettere sul suo significato. Il significato di un testo poetico non si può fissare una volta per tutte: per sua natura ne contiene molti, e lo stesso testo dice cose diverse a lettori diversi.
Chi legge una poesia deve tenere presente questa ricchezza e non fermarsi alla prima impressione: chiedersi il perché di ogni immagine, di ogni parola scelta, di ogni a capo.
Sei passi per leggere una poesia ad alta voce
- Leggila in silenzio, più volte, finché non hai un’idea di cosa racconta e di che emozione porta.
- Cerca le parole che non conosci e il contesto: chi l’ha scritta, quando, a chi parla.
- Segna le pause con una matita: una barra per le pause brevi, due per quelle lunghe.
- Segna le parole importanti, quelle su cui si regge il senso del verso. Non devono essere urlate, solo “appoggiate”.
- Leggila ad alta voce lentamente, poi alla velocità giusta. Registrati e riascoltati.
- Respira: decidi in anticipo dove prendere fiato, così non resti senz’aria a metà di un’immagine.
Il ritmo: pause, accenti e suoni
La poesia va letta ad alta voce: solo così si sentono le scelte del poeta su accenti, pause e suoni. Rime, onomatopee, ripetizioni di vocali e consonanti emergono davvero solo quando la poesia viene detta.
Di regola la fine del verso chiede una pausa brevissima e la fine della strofa una pausa un po’ più lunga. Ma attenzione all’enjambement, quando la frase continua nel verso successivo: lì la pausa è appena accennata, per non spezzare il senso. Un esempio dall’Infinito di Leopardi:
Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Tra «da tanta parte» e «dell’ultimo orizzonte» non ci si ferma davvero: si sospende appena la voce e si prosegue.
Come in prosa, poi, bisogna cambiare tono, volume e ritmo secondo quello che si vuole comunicare: una poesia concitata chiede una voce più incalzante, una poesia calma chiede di rallentare e lasciare spazio al silenzio. Su questi temi lavoriamo nel corso Le meraviglie della Voce e nel corso di dizione.
Declamare una poesia o “dirla”?
“Declamare” fa pensare a una voce solenne e impostata, con le pause marcate e il tono alto. Oggi in genere si preferisce dire la poesia: con una voce vera, come se le parole nascessero in quel momento. L’emozione arriva dal senso e dal ritmo, non dalla voce “da poesia”. Un buon test: se ti sembra di recitare, probabilmente stai esagerando.
Come imparare una poesia a memoria
- Prima il senso, poi le parole: se sai cosa succede in ogni strofa, la memoria ha una traccia da seguire.
- Una strofa alla volta: impara la prima, poi aggiungi la seconda e ripeti dall’inizio.
- Ad alta voce, non solo con gli occhi: la memoria della voce e del respiro aiuta molto.
- Riscrivila a mano una o due volte.
- Ripassala prima di dormire e di nuovo al mattino.
Leggere poesie fa bene
Leggere poesie ci mette in contatto con emozioni che non conoscevamo e ci rende capaci di emozionare e di emozionarci. Leggere una poesia in pubblico, poi, permette di restituire il senso e l’emozione di un testo: chi ascolta può ritrovarsi in quelle emozioni e dare loro un significato nuovo.
Per molti di noi il primo palcoscenico è stata la sedia su cui salire per recitare la poesia di Natale, e il primo pubblico affettuoso i nostri familiari. Da bambini ci sembrava un gioco, ma i bambini giocano sul serio: per imparare la poesia ci volevano settimane di impegno. E da adulti, come si recita una poesia?
Come recitare bene una poesia in pubblico
Recitare bene una poesia richiede lavoro sul significato e sulla voce. L’emissione deve essere chiara e limpida, ma deve anche comunicare emozione. Per recitare una poesia d’amore, per esempio, aiuta conoscere il contesto in cui è stata scritta e il punto di vista dell’autore. Anche i gesti devono essere pochi e misurati: è la voce a portare la poesia. Prima di cominciare, prenditi un respiro e un attimo di silenzio; alla fine, non scappare via: lascia che l’ultimo verso resti nell’aria.
Se l’idea di leggere davanti agli altri ti mette agitazione, qui trovi qualche esercizio per vincere l’ansia di parlare in pubblico.
Recitare poesie in inglese o in un’altra lingua
Per rendere ancora più speciale una lettura puoi scegliere di recitare una poesia nella sua lingua originale: più della prosa, la poesia vive della musica della lingua in cui è stata pensata. Recitare una poesia in inglese o in spagnolo richiede prima di tutto di capire bene il testo, poi di curare la pronuncia. Pensa a leggere i versi di Pablo Neruda con l’accento sbagliato! Un aiuto pratico: ascolta più volte una lettura registrata da un madrelingua, poi registrati e confronta.
Il vantaggio è grande: imparare una poesia a memoria in un’altra lingua ti fa entrare in confidenza con quella lingua e ti lascia parole e strutture che restano.
Leggere poesie è utile
Leggere e recitare poesie arricchisce il vocabolario, ci rende più sensibili al mondo complesso in cui viviamo e ci dà più confidenza con noi stessi e con le nostre emozioni. E, non ultimo, è uno dei migliori esercizi per la voce e la dizione.