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Voce e dizione

Esercizi di dizione. Da dove cominciare.

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Esercizi di dizione. Da dove cominciare.

Gli esercizi di dizione servono a parlare in modo chiaro e corretto: vocali aperte e chiuse al posto giusto, consonanti nette, nessuna cadenza regionale che distrae chi ascolta. In questa guida trovi da dove cominciare: gli esercizi base per l’articolazione, gli accenti e le consonanti più difficili (S, C, R), una piccola routine da fare ogni giorno e i testi su cui allenarti.

Molte volte rimani affascinato dalla voce pulita ed elegante di un attore, di un conduttore radiofonico o di un doppiatore. Come fa? Con lo studio. Che tu usi la voce per lavoro o per piacere, alla base c’è la dizione: è da qui che si muovono i primi passi verso una voce chiara e un parlato piacevole da ascoltare.

A cosa servono gli esercizi di dizione

Per parlare in modo corretto bisogna prima di tutto farsi capire da chi ascolta: gli esercizi di dizione servono proprio a questo. In base alla tua cadenza o ai tuoi difetti di pronuncia sceglierai gli esercizi pensati per correggere la pronuncia delle vocali, delle consonanti o di entrambe. Gli esercizi servono anche a “sciogliere” l’articolazione della mandibola e ad allenare la lingua e i muscoli della bocca: così ogni vocale e ogni consonante esce precisa, senza fatica.

Cosa vuol dire parlare in dizione

“Parlare in dizione” significa usare la pronuncia standard dell’italiano, quella che senti a teatro, nel doppiaggio e nei notiziari, nata dalla tradizione toscana. In pratica vuol dire curare soprattutto quattro cose:

  • Le vocali E e O, che possono essere aperte (è, ò) o chiuse (é, ó): «pèsca» il frutto e «pésca» con la canna si scrivono uguali ma si pronunciano in modo diverso.
  • La S e la Z, che possono essere sorde o sonore: la S di «sole» non è quella di «rosa».
  • Le doppie e il raddoppiamento sintattico: nella pronuncia standard «a casa» si dice quasi «a ccasa».
  • La cadenza: la musica della frase, che deve restare neutra e non “cantare” come il dialetto.

Non serve impararlo tutto insieme: si parte dall’articolazione e dalle vocali, poi si aggiunge il resto.

1. Esercizi di dizione per la S

Una consonante che spesso è al centro di difetti di pronuncia è la S. Se pronunciata in modo scorretto può dare luogo alla famosa “zeppola”, cioè l’aria che esce ai lati dei denti invece che in avanti. Può creare disagio quando parli in pubblico o al lavoro, e a volte diventa causa di timidezza e insicurezza. Le cause possono essere diverse: una malocclusione dentale, un dente mancante, un trauma o un’abitudine presa da bambini.

Gli esercizi di pronuncia per la S lavorano sulla posizione della punta della lingua (rivolta verso gli incisivi inferiori) e sulla sua tonicità, che di solito è scarsa.

ESERCIZIO:
– Allinea le due arcate dentali, scopri bene i denti in un sorriso largo e, puntando con forza la lingua verso il basso, emetti un sibilo spinto dritto in avanti, come se volessi spegnere una candela.

Se il difetto è marcato, un insegnante di dizione o un logopedista ti aiutano a capire da dove nasce e quali esercizi fanno per te.

2. Esercizi di dizione per la C

In alcune regioni la C si pronuncia come la SC di “pesce” (come nel romanesco: “dammi diesci chili di pesce!” invece che dieci) oppure si aspira, come in Toscana. È anche una consonante che si perde facilmente quando non si articolano bene le parole. Per questo gli esercizi per la C sono importanti. Te ne consigliamo due:

ESERCIZI:
– Di’ a voce alta i numeri dal 10 al 19 (meglio se non c’è nessuno nei paraggi!).
– Scegli un testo, leggilo piano e ad alta voce e pronuncia con energia tutte le C che incontri. Se sei coraggioso, registrati.

3. Esercizi per la R moscia

Molte persone frequentano un corso di dizione per correggere il rotacismo, cioè la R moscia. Non tutti la vivono come un problema, anzi c’è chi la trova affascinante; ma se per te è un cruccio, si può lavorare per correggerla.

Il rotacismo nasce da un appoggio sbagliato (spesso assente) della lingua mentre pronunci la R. Può dipendere dalla struttura della bocca, da una malocclusione o da altri fattori anatomici, oppure dall’abitudine: se la senti in famiglia fin da piccolo, è facile che la impari così. Di solito si distingue il rotacismo posteriore, quando si usa la base della lingua, e il rotacismo laterale, quando la lingua si sposta di lato invece di restare al centro. Ne parliamo più a fondo nella guida alla R moscia.

La correzione passa da esercizi che riportano la lingua nel punto giusto: la punta tocca la zona tra la radice degli incisivi superiori e il palato.

ESERCIZIO:
– Appoggia la punta della lingua dietro gli incisivi superiori e pronuncia la coppia TR (tra, tre, tri, tro, tru) finché non senti la R vibrare. La T prima della R aiuta a ritrovare il punto d’appoggio corretto. Con pazienza e qualcuno che ti ascolti e ti corregga, i progressi arrivano.

4. Esercizi per l’articolazione

La prima cosa da imparare, se vuoi parlare bene, è articolare le parole: vuol dire scandire con cura e agilità ogni vocale e ogni consonante. Molti dialetti, per comodità, troncano le parole, tolgono le doppie o saltano le vocali. Gli esercizi di articolazione correggono queste abitudini e rendono il parlato più fluido e pulito: sono anche i migliori esercizi per scandire meglio le parole.

ESERCIZI:
– Scegli un testo e leggilo lentamente ad alta voce, scandendo ogni sillaba e staccandola dalle altre (all’inizio ci vuole pazienza). Poi rileggilo in modo fluido, senza sillabare: sentirai la differenza.
– Prima di leggere, “sveglia” la bocca: apri e chiudi la mandibola senza forzare, gonfia le guance, fai girare la lingua sui denti in un senso e nell’altro.

5. Esercizi di dizione con la matita

Alcuni esercizi possono sembrare buffi le prime volte. Tra questi c’è il famoso esercizio di dizione con la matita: metti una matita in orizzontale fra i denti, senza stringere troppo, e leggi un testo ad alta voce. La matita è un ostacolo: per farti capire devi articolare di più, e così allenerai lingua e labbra. Quando la togli e rileggi lo stesso brano, sentirai una grande scioltezza e una voce più limpida. È un esercizio utile per molti difetti (per esempio la C romanesca), ma non per tutti: se senti tensione alla mandibola, fermati.

6. Esercizi per gli accenti

Insieme agli esercizi di articolazione ci sono gli esercizi di dizione per gli accenti, che servono a pronunciare bene le sette vocali dell’italiano: a, è aperta, é chiusa, i, ò aperta, ó chiusa, u. In ogni buon corso di dizione si lavora sia sulle vocali aperte sia su quelle chiuse.

ESERCIZIO:
– Scegli un testo, segna a matita tutti gli accenti aperti e chiusi, poi leggilo ad alta voce e registrati per trovare gli errori da correggere. Per controllare la pronuncia giusta di una parola puoi usare il DOP, il Dizionario d’ortografia e di pronunzia della Rai, consultabile gratuitamente online.

Testi e scioglilingua per esercitarti

Per allenarti non servono testi speciali. Funzionano bene:

  • Gli scioglilingua, da dire prima lentamente e poi più veloci, senza perdere precisione: «Trentatré trentini entrarono a Trento tutti e trentatré trotterellando», «Sopra la panca la capra campa, sotto la panca la capra crepa», «Apelle figlio di Apollo fece una palla di pelle di pollo».
  • Un articolo di giornale: frasi lunghe e parole di tutti i giorni, perfette per segnare gli accenti.
  • Una poesia, per lavorare anche su ritmo e pause: trovi qualche consiglio in come leggere ad alta voce una poesia.
  • Un dialogo di un copione o di un romanzo, per abituarti a parlare in dizione anche quando la frase è “viva”.

Una routine di 10 minuti al giorno

Se sei all’inizio, meglio poco ma tutti i giorni che un’ora una volta a settimana. Una routine semplice:

  1. 2 minuti di respiro: respira lentamente con la pancia, senza alzare le spalle (qui trovi qualche esercizio di respirazione).
  2. 2 minuti di riscaldamento: mandibola, labbra e lingua, come negli esercizi di articolazione.
  3. 3 minuti di scioglilingua: prima lenti e scanditi, poi a velocità normale.
  4. 3 minuti di lettura di un breve testo con gli accenti segnati, registrandoti.

Riascoltarti è la parte più importante: spesso non sentiamo i nostri errori finché non ci ascoltiamo da fuori.

Esercizi di dizione per attori

Quando ascolti un attore a teatro vuoi capire ogni parola e gustare ogni battuta. Per questo, prima di entrare in scena, molti attori riscaldano la voce con vocalizzi e con la respirazione diaframmatica. Poi sciolgono la mandibola e i muscoli della bocca e fanno esercizi di articolazione e scioglilingua per dire ogni battuta senza “papere”. Nel nostro corso di dizione si lavora proprio su respirazione, voce e pronuncia.

Esercizi per bambini

Per un bambino imparare la dizione è molto più semplice e immediato che per un adulto, ma ci sono comunque alcune accortezze per aiutarlo a parlare correttamente. La prima è parlargli in modo corretto, senza dialetto, cantilene regionali o parole storpiate: il bambino assorbe rapidamente quello che ascolta. Farlo divertire è importante: tra gli esercizi di dizione per bambini funzionano filastrocche lette con gli accenti giusti, storie e favole raccontate con una buona pronuncia, piccoli scioglilingua. Non serve studiare le regole (quelle sono per i grandi!): la dizione deve essere un gioco, mai una forzatura. L’orecchio, la capacità di imitare e la curiosità dei bambini faranno il resto.

Esercizi di dizione inglese

Ci sono lingue in cui la parola scritta corrisponde quasi sempre alla pronuncia, come l’italiano o lo spagnolo (le lingue “trasparenti”, che si leggono come si scrivono), e lingue in cui la differenza è grande, come il francese e l’inglese (le lingue “opache”).

Se vuoi migliorare la pronuncia dell’inglese, ricorda che a fronte di 26 lettere ci sono circa 44 suoni: alcuni ti saranno nuovi. Si impara con un ascolto attento e la pazienza di ripetere imitando i suoni il più fedelmente possibile. Il nostro consiglio è ascoltare audiolibri in inglese seguendo il testo scritto, e registrarti mentre leggi gli stessi brani per confrontarli.

Da soli o con un corso?

Con gli esercizi di questa pagina puoi cominciare anche da solo. Il limite è che è difficile accorgersi dei propri errori: quasi tutti pensiamo di parlare “senza accento”. Un insegnante ti ascolta, ti indica cosa correggere per primo e ti fa lavorare con altre persone, che è il modo più vicino a come parli davvero. Se vuoi fare questo passo, trovi le date nella pagina del corso di dizione.

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