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Voce e dizione

Esercizi per correggere difetti di pronuncia

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Esercizi per correggere difetti di pronuncia

I difetti di pronuncia più comuni riguardano poche consonanti: la S e la Z (sigmatismo, la “zeppola”), la R (rotacismo, la “R moscia”), la L, la D, i suoni K e G e il gruppo GLI. Quasi tutti si possono correggere, anche da adulti, con esercizi mirati e costanza. In questa guida trovi i nomi tecnici di ciascun difetto, gli esercizi per cominciare e quando conviene rivolgersi a un logopedista.

Per recitare o parlare in pubblico serve una voce adeguata ma, soprattutto, un modo di parlare chiaro e comprensibile. I difetti di pronuncia, che nascano da una cadenza dialettale o da un problema di articolazione, si possono correggere con esercizi specifici.

I difetti di pronuncia più comuni e i loro nomi

  • Sigmatismo: difficoltà con la S e spesso con la Z. È la famosa “zeppola”.
  • Rotacismo: difficoltà con la R, la cosiddetta R moscia.
  • Lambdacismo (o labdacismo): difficoltà con la L.
  • Deltacismo: difficoltà con la D.
  • Kappacismo e gammacismo: difficoltà con i suoni di K (la C di “casa”) e di G (la G di “gatto”).

Chi corregge i difetti di pronuncia

I difetti di pronuncia si correggono con un logopedista o con un insegnante di dizione, a seconda della causa. Il logopedista è il professionista sanitario che si occupa dei disturbi della voce, della parola e del linguaggio: valuta il problema e concorda il percorso più adatto, ed è la figura giusta quando c’è una causa fisica o quando si tratta di bambini. L’insegnante di dizione, spesso un attore o un professionista della voce, aiuta a correggere cadenze regionali e imprecisioni e a rendere la pronuncia corretta un’abitudine nel parlato di tutti i giorni.

Perché correggere un difetto di pronuncia (e perché no)

Se la comunicazione è il tuo lavoro, correggere i difetti di pronuncia ti aiuta a farti capire da tutti senza distrarre chi ascolta. Vale per attori, presentatori, speaker, avvocati, insegnanti, e per chiunque parli spesso in pubblico.

Ci sono però anche casi in cui un difetto, o una cadenza, è parte della propria unicità: molti attori comici e cantanti ne hanno fatto un tratto riconoscibile. Correggere è una scelta, non un obbligo.

Pronunciare la S: la “zeppola”

La difficoltà con la S è tra le più comuni. Di solito la lingua si infila tra i denti o lascia uscire l’aria di lato, invece che dritta in avanti. Se si impara a pronunciarla male da bambini, è facile continuare anche da adulti.

ESERCIZIO:
– Davanti allo specchio, sorridi in modo da vedere bene i denti chiusi, appoggia la punta della lingua dietro gli incisivi inferiori e soffia un sibilo lungo e sottile in avanti, come per spegnere una candela lontana. Poi passa alle sillabe (sa, se, si, so, su) e alle parole.

Pronunciare la Z (la “Z moscia”)

Anche la Z rientra nel sigmatismo: spesso viene sostituita da una S, ed è quella che molti chiamano “Z moscia”. In italiano la Z ha due suoni: sorda, come in «pizza», e sonora, come in «zero».

ESERCIZIO:
– Per la Z sorda, pronuncia una T seguita subito da una S, e avvicinale sempre di più: «t-s… ts… zza». Per la Z sonora, fai lo stesso con una D seguita da una S sonora: «d-s… dz… zero». Poi ripeti scioglilingua pieni di Z finché il suono non diventa naturale.

La R moscia

Il rotacismo, o R moscia, è uno dei difetti più conosciuti. Spesso si impara per imitazione in famiglia o nella propria zona, e come gli altri difetti si può correggere con l’esercizio. Gli esercizi principali partono dalla D e dai gruppi TR e DR, che portano la punta della lingua nel punto giusto. Li trovi spiegati nella nostra guida alla R moscia.

Pronunciare il GLI

Il gruppo GL ha un suono “duro” davanti ad A, E, O, U (come in «gloria») e un suono “dolce” davanti alla I (come in «figlio»). Il suono dolce è uno degli ultimi che i bambini imparano ed è difficile anche per molti adulti, soprattutto in alcune parlate del Centro e del Sud, dove tende a diventare una «i», come nel romanesco «fijo» per «figlio».

ESERCIZIO:
– Tieni la punta della lingua dietro gli incisivi inferiori e appoggia la parte centrale della lingua contro il palato, poi lascia passare la voce ai lati: «gli, glia, glie, glio». Ripeti con parole come «foglia», «aglio», «famiglia».

Pronunciare la G

La G è uno dei suoni più complicati per i bambini. Spesso il suono GI diventa una S sonora o una D («sornale» o «Dovanni» al posto di «giornale» e «Giovanni»). Il difetto dipende da una posizione sbagliata della lingua e si corregge con esercizi specifici, partendo dalle sillabe (gia, gio, giu) e passando poi alle parole.

Pronunciare la F

La F è un suono fricativo: si ottiene facendo passare l’aria tra gli incisivi superiori e il labbro inferiore. Per correggerla, mettiti davanti allo specchio, controlla la posizione delle labbra e dei denti e pronuncia prima il suono da solo, poi sillabe e parole che contengono la F.

Esercizi di base per tutti i difetti

  • Riscaldamento: muovi mandibola, labbra e lingua per un paio di minuti prima di cominciare.
  • Specchio: guarda la tua bocca mentre pronunci il suono difficile; spesso l’errore si vede prima di sentirlo.
  • Dalla sillaba alla frase: suono isolato, poi sillabe, parole, frasi, e solo alla fine il parlato libero.
  • Registrazione: riascoltati ogni giorno, per accorgerti dei progressi e degli errori.
  • Poco ma spesso: dieci minuti al giorno funzionano meglio di un’ora la settimana.

Per gli esercizi di articolazione e per gli accenti, trovi una guida più ampia in esercizi di dizione: da dove cominciare.

Difetti di pronuncia negli adulti e nei bambini

Molti difetti di pronuncia nascono nell’infanzia. Abitudini come l’uso prolungato del biberon o del ciuccio, succhiarsi il pollice o mordere penne e oggetti possono influire sulla posizione dei denti e della lingua e rendere più difficile imparare alcuni suoni. Se non si interviene, il difetto può restare fino all’età adulta. La buona notizia è che quasi tutti i difetti di pronuncia si possono correggere anche da adulti.

Quando rivolgersi a un logopedista

  • Quando si tratta di un bambino che, crescendo, continua a sbagliare gli stessi suoni.
  • Quando c’è il sospetto di una causa fisica: frenulo corto, problemi ai denti, difficoltà a deglutire.
  • Quando, dopo qualche settimana di esercizi costanti, non noti miglioramenti.

Negli altri casi, per esempio per una cadenza regionale o per rendere più pulita la pronuncia, un percorso di dizione è spesso la strada più diretta. Nel nostro corso di dizione lavoriamo su articolazione, vocali e consonanti con esercizi pratici.

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